L’efficacia delle onde d’Urto Focali applicata all’ortopedia

6 maggio 2016
L’efficacia delle onde d’Urto Focali applicata all’ortopedia

Nel 2012 alla Vialarda eseguiti oltre 100 trattamenti

Da inizio 2012 è disponibile alla Casa di Cura La Vialarda un Litotritore di ultima generazione per il trattamento con onde d’urto focali, una metodica innovativa in campo ortopedico, non invasiva ed estremamente efficace per il trattamento di molte patologie a carico delle ossa e dei tessuti “molli” muscolo-scheletrici (tendini, legamenti, ecc.).
Ne parliamo quindi con il dott. Gianclaudio Grandi, Responsabile del Servizio ambulatoriale.

Cosa sono le onde d’urto? Le onde d’urto sono degli impulsi sonori, caratterizzati da una particolare forma d’onda (rapido picco di pressione positiva, seguito da un’altrettanto rapida, ma minore, fase di pressione negativa), in grado di produrre una stimolazione cellulare meccanica capace di precisi effetti terapeutici.
L’utilizzo delle onde d’urto in medicina (litotripsia) nacque originariamente per applicazioni in campo urologico, dove questa metodica non invasiva, ma con effetti paragonabili a quelli di un intervento chirurgico, è tuttora impiegata per la frantumazione dei calcoli renali.

A seguito di alcuni riscontri occasionali, su pazienti che venivano sottoposti a litotripsia per calcolosi renale, alcuni studiosi si accorsero che la stessa stimolazione con onde d’urto era in grado di promuovere una più rapida riparazione in caso di concomitante frattura.
L’impiego delle onde d’urto si è così esteso anche in ambito ortopedico, seppur con azione ed effetti terapeutici completamente diversi da quelli sui calcoli renali. Come agiscono le onde d’urto? Il meccanismo d’azione delle onde d’urto sui tessuti viventi (osso, tendini, legamenti, ecc.) è profondamente diverso da quello esercitato su strutture inerti come i calcoli renali.

I calcoli renali sono concrezioni calcifiche che, investite dalla forza meccanica dell’onda d’urto, si sgretolano, per essere poi, nella maggior parte dei casi, espulsi come frammenti.
I tessuti viventi, invece, quando vengono attraversati dall’onda d’urto (in relazione a livelli di energia adeguati per sede di trattamento ed effetto terapeutico desiderato), non si frantumano come i calcoli renali, né su biscono lesioni, bensì una sorta di benefico “micro idromassaggio” in grado di promuovere una serie di reazioni biochimiche e cellulari responsabili dell’effetto terapeutico.

Le formazioni calcifiche, che spesso si riscontrano in sede di tendini e legamenti infiammati, non sono paragonabili per consistenza e composizione ai calcoli renali. Nel caso delle calcificazioni tendinee il meccanismo che porta alla loro scomparsa dopo trattamento con onde d’urto non è legato ad un’azione meccanica diretta di sgretolamento, bensì ad un riassorbimento per attivazione di processi biochimici locali.
Il meccanismo per cui da una stimolazione puramente meccanica (onda d’urto) si possano ottenere effetti biologici (antinfiammatorio, antidolorifico, antiedemigeno e d’incremento della vascolarizzazione locale, così come dei processi di riparazione tissutale), sarebbe legato alla produzione di specifici fattori di crescita.

Nel corso degli ultimi 2 3 anni, relativamente alla terapia ad onde d’urto, sono stati compiuti importanti progressi scientifici con l’introduzione di nuove applicazioni terapeutiche nel campo della rigenerazione tissutale a livello di ulcere e ferite “difficili” o nella terapia dell’ischemia miocardica aprendo scenari inediti di “bio-chirurgia”, intesa come una metodica non invasiva in grado di promuovere la proliferazione cellulare.

Quali sono i risultati? Gli ottimi risultati di questa terapia, ampiamente documentati dalla letteratura scientifica internazionale, ne hanno contribuito alla sua diffusione su scala globale. Questa metodica si rivela estremamente efficace nel trattamento di patologie “difficili” che non hanno ottenuto beneficio da altre terapie conservative (mediche, farmacologiche e/o fisioterapiche) o può rappresentare “l’ultima spiaggia” prima di un intervento chirurgico.

L’evoluzione della tecnologia bio-medica ha messo a disposizione macchinari (i litotritori) sempre più sofisticati, più piccoli e maneggevoli, con potenze sempre maggiori in grado di colpire con estrema precisione la sede della patologia e di lavorare con estrema selettività anche su aree molto piccole ed in prossimità di strutture anatomiche importanti. Per ottenere risultati ottimali è però necessaria la conoscenza delle reali possibilità terapeutiche e delle indicazioni di cura.
Alcune incongruità possono essere dovute ad errata diagnosi differenziale o ad una non perfetta conoscenza della metodica, fattori che rendono fondamentale la necessità di affidarsi a figure professionali specializzate e competenti.

Le onde d’urto focali possono essere prescritte esclusivamente da personale medico e la loro somministrazione deve essere effettuata da un medico esperto che ne definirà anche le modalità di applicazione. Come si svolge un trattamento con onde d’urto? La calibrazione sulla sede di applicazione varia secondo la tipologia dell’apparecchiatura (elettro-magnetico, elettro-idraulico, balistico, ecc.) e può essere eseguita o per manovre esterne o tramite controllo strumentale ecografico (per i trattamenti sui tendini e legamenti) o mediante controllo ampliscopico (una sorta di radiografia, ma eseguito con minore utilizzo di radiazioni nel caso di trattamenti sull’osso o grandi articolazioni).

Clinica La Vialarda è dotata di un litotritore elettro-idraulico di ultima generazione in grado di sviluppare onde d’urto focali ad alta energia emesse su di un’ampia area di efficacia in modo da permetterne il puntamento manuale.
Decisa la sede di applicazione, si pone a contatto con la cute del paziente una membrana che riveste l’elettrodo del generatore di onde d’urto inserito in un riflettore parabolico. Una scarica elettro-magnetica produce il fronte di onde d’urto che sono successivamente raccolte e concentrate dal riflettore parabolico in un punto denominato “fuoco” (da cui deriva il nome di onde d’urto focali) situato nella profondità dei tessuti del paziente e che rappresenta il bersaglio dell’azione terapeutica.

Con questo tipo di litotritore, i trattamenti (della durata media di 10 /15 minuti) sono generalmente indolori e ben tollerati: relativamente alle terapie sui tessuti molli (tendini e legamenti) è avvertibile un leggero fastidio sulla sede di applicazione.
Nei trattamenti sull’osso, per i quali si applicano energie maggiori e per una durata di tempo maggiore, è possibile alleviare l’eventuale sintomatologia dolorosa con anestesie locali e/o con somministrazione di analgesici, così come con protocolli terapeutici che prevedano un aumento progressivo, ma graduale, dell’energia erogata in modo da consentire al paziente di adattarsi senza troppa difficoltà.

Quali sono le patologie che possono trarre giovamento dal trattamento con onde d’urto? In ambito ortopedico, il principale campo di applicazione della terapia con onde d’urto è rappresentato dalle patologie degenerativo infiammatorie dei tendini, in particolare nelle patologie a carico della cuffia dei rotatori a livello della spalla (con o senza calcificazioni), nell’epicondilite e nell’epitrocleite (rispettivamente “gomito del tennista” o “gomito del golfista”), nelle patologie del tendine rotuleo del ginocchio (“ginocchio del saltatore”) e nella fascite plantare (la cosiddetta “spina calcaneare” o “sperone”). Le patologie possono essere trattate sia in fase acuta che cronica (presenti da molto tempo).

Nelle patologie acute i benefici possono essere apprezzati anche piuttosto precocemente e per questo motivo tale terapia trova un diffuso utilizzo tra gli sportivi (professionisti e non), offrendo una più rapida guarigione e un anticipato ritorno all’attività agonistica.
La terapia con onde d’urto può anche essere utilizzata come integrazione ad una terapia chirurgica per accelerare i tempi di recupero o per debellare uno stato infiammatorio eventualmente residuo. Un altro importante campo di applicazione della terapia con onde d’urto è rappresentato dai ritardi di consolidazione e dalle pseudoartrosi (mancata guarigione di una frattura).

Per queste patologie la terapia ad onde d’urto è, ormai da alcuni anni, proposta come una valida alternativa all’intervento chirurgico. Tutti i trattamenti sono ripetibili, in funzione del risultato clinico e strumentale, dopo un adeguato periodo di osservazione.
Come si articola la terapia con le onde d’urto alla Clinica La Vialarda di Biella? È attivo un Servizio Ambulatoriale Specialistico, nell’ambito dell’attività dell’Unità Funzionale di Ortopedia diretta dal dott. Pier Giorgio Castelli, dedicato alla terapia con onde d’urto.

Qui operano il dott. Gianclaudio Grandi, Responsabile del Servizio Ambulatoriale e il dott. Tommaso Buscaglia. Il Servizio Ambulatoriale è dotato di un litotritore elettro-idraulico ad alta energia di ultima generazione che consente di eseguire trattamenti con onde d’urto focali senza l’ausilio di un puntamento radiografico (quindi senza l’utilizzo di radiazioni) e senza la necessità di anestesia o analgesia post-trattamento.
Il Servizio Ambulatoriale della Clinica La Vialarda ha ottenuto l’accreditamento scientifico dalla Società Italiana di Terapia con Onde d’Urto (S.I.T.O.D.), organismo ufficiale che comprova la validità dei trattamenti e certifica la qualità delle strutture in cui vengono praticati.

Nel corso del 2012 sono stati eseguiti più di 100 trattamenti per patologie muscolo scheletriche “degenerative” “infiammatorie” o da sovraccarico funzionale (come nel caso di patologie in ambito medico-sportivo) con protocolli personalizzati in base alle caratteristiche delle singole patologie e alle esigenze dei pazienti.


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